PRESENTA

di
LORENZO LINTHOUT
Il fascino del razionalismo, che trova ampio spazio in questo tema, nell’architettura italiana costruita dagli anni Trenta ad oggi,
viene esaltato dalle forme e dalle caratteristiche peculiari riprese.
L’architettura rappresenta,
quasi irriconoscibile nel suo estraniamento da qualsiasi disturbo visivo e da tutto ciò che appartiene alla nostra realtà,
viene ripulita e denudata da ogni traccia contestuale.
Così spogliata, questa architettura appare illuminata dalla luce razionale
che ha ispirato i suoi architetti che realizzarono palazzi e monumenti che fanno ormai parte della storia della città.
Il cielo,
inizialmente presente nelle prime immagine e successivamente assente, diventa un asettico sfondo e rappresenta il silenzio di queste architetture;
ogni immagine risulta fuori dal tempo, fuori dalla giungla cittadina.
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LORENZO LINTHOUT
Mi chiamo Lorenzo Linthout, sono nato il 29 maggio 1974 a Verona, città nella quale vivo.
Ho iniziato a fotografare all'età di sedici anni con una Praktica BCA corredata da un 28 mm, un 50 mm ed un 70-210 mm.
Nel 1999 mi sono laureato presso la Facoltà di Architettura "Biagio Rossetti" dell'Università degli Studi di Ferrara.
Attualmente utilizzo una Nikon D80 corredata da un Nikkor 18-135 mm, da un Sigma 10-20 mm e da un Sigma 70-300 mm.
"Vedere" e "fermare" l'istante di un momento attraverso gli ingranaggi dell'universo fotografico è la capacità dell'uomo
di astrarre significati spazio-temporali dal mondo reale per portarli su di una superficie bidimensionale.
Tutto ciò è un ponte reale fra codifica e decodifica di fenomeni ed immagini.
Con la fotografia si congela il fenomeno dell'immaginazione e contemporaneamente lo si arricchisce di interpretazione personale.
La relazione fra causa ed effetto e la successione temporale degli eventi esistente nella linearità del tempo storico
sono congelati nell'immagine arricchita di interpretazione.
Prediligo il tema dell'urban street che,
associato al continuo interrogativo del rapporto fra incomunicabilità e spazi urbani, fra l'uomo e l'architettura,
fra l'indicibilità del reale e la solitudine del soggetto -temi che ritengo onnipresenti di questo secolo- cerco di fermarli attraverso immagini metafisiche.
Negli ultimi quattro anni ho esposto in mostre personali e collettive a San Michele (Torino), Genova, Verona, Mussolente (Vicenza),
Brescia, Castiglione delle Stiviere (Mantova), Castelgoffredo (Mantova), Firenze, Pergine Valdarno (Arezzo),
Citerna (Perugia), Ceccano (Frosinone), Latina, Marineo (Palermo) e Losanna (Svizzera).
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Nudo d'architettura - Tirrenia, Pisa |
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Quarti d'architettura - Rodi, Grecia |
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Bocche fameliche - Torviscosa, Udine |
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Le giuste proporzioni - Verona |
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Luna - Milano |
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Obliquità - Mestre, Venezia |
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Metà metafisica - Roma |
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Non per tutti - Vienna, Austria |
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Il taglio - Milano |
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Trentacinque fori - Modena |
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Il cardine - Rovigo |
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Solo uno - Lione, Francia |
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Ritratto d'architettura - Vienna, Austria |
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Esercizio d'ombre - Pontinia, Latina |
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Rai - Trieste |
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Diagonali - Mestre, Venezia |
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Gate - Vienna, Austria |
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Tonalità di luce - Ferrara |
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Un popolo di poeti - Roma |
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L'armadio a cassetti - Fiume, Croazia |
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Nulla di personale - Mestre, Venezia |
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Personalizzazioni - Castellon de la Plana, Spagna |
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Tutte le opere esposte sono proprietà dell'autore copyright © Lorenzo Linthout |
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